Monte Pidaggia

Il Monte Pidaggia (1528 m) si trova tra la Val Sanagra e la Val Cavargna, a metà strada tra Menaggio sul Lago di Como e Porlezza sul Lago di Lugano. Strana montagna, caratterizzata da 3 distinti versanti: quello meridionale è uno scivolo erboso che diventa boschivo nella parte inferiore, quello occidentale è un dirupo verticale di rocce calcaree, alto fino a 450 m sopra la strada per la Val Cavargna e solcato da stretti canali. Mentre quello NE, sede della via normale, è un ripido pendio ricoperto da faggi, fino in cima. Il sentierino che taglia trasversalmente da NE a SE questo pendio boschivo, fino a pochi anni fa era segnalato ma attualmente i segnavia attendono di essere ripristinati. Molto bello il panorama sull’intera Val Cavargna e i Laghi di Piano e Lugano.

L’itinerario è sconsigliato in presenza di neve o ghiaccio, per la ripidezza dei pendii erbosi presenti nella seconda parte della traversata del versante NE.

Contrariamente, in inverno è molto interessante il pendio diretto NNE, che si svolge interamente in una ripida faggeta. In questo caso bisogna essere equipaggiati con piccozza e ramponi ed avere le capacità necessarie (vedi itinerario 2).

Accesso

Da Menaggio, sul Lago di Como, si segue la strada per Porlezza, sul Lago di Lugano. Poco prima di giungere a Piano Porlezza si prende la deviazione per la Val Cavargna e si sale fino a Cusino. A metà strada fra i 2 semafori di questo paese, si imbocca a destra la carrozzabile per Monti di Lugone (Malè) e Madonna della Salute. La stradina asfaltata sale con diversi tornanti, passa vicino ad una stazione ripetitrice e poco sopra prosegue lungo un falsopiano, in direzione SE, sotto la località Salter. A circa metà di questo falsopiano, in prossimità di una larga fontana, c’è uno spiazzo, dove si parcheggia.

Cusino può essere raggiunto anche con quest’altro itinerario stradale:

Lugano – Porlezza – Corrido – Carlazzo - Cusino.

Itinerario 1

Dal parcheggio si segue la stradina asfaltata per circa 200 m, fino al primo tornante sinistrorso. Proprio di fronte alla curva si potranno notare, una specie di cancello e un muretto in sassi alto circa 80 cm, il sentiero inizia qui. La strada asfaltata che si tralascia, prosegue fino alla soprastante località di Malè, dove c’è l’Albergo Maria. Raggiunto il cancello si volge a destra e si sale di fianco al muretto, lato W. Si sale per circa 200 m, fin dove il muretto termina contro la montagna. Qui iniziano (se verranno ripristinati) i segnali arancioni e rossi sugli alberi e sui sassi che traversano a sinistra, sotto il versante ripido della montagna, tra gli alberi sradicati. All’inizio la traccia è poco evidente e bisogna prestare attenzione ai segnali, ma in seguito diverrà più marcata. Nel prosieguo si passo sotto uno spuntone roccioso e, poco oltre, il bosco diventa più rado. Il sentiero traversa ancora in direzione SE, ora su ripidi pendii erbosi e raggiunge un bel poggio, poco a monte della quota 1336 m. sulla CNS. Abbiamo in pratica raggiunto la cresta SE. Tralasciando la traccia che ora traversa in piano il versante meridionale, si sale sulla cresta, risalendo un elementare pendio. Si segue la traccia che si mantiene costantemente sulle gobbe della dorsale, in parte erbosa e in parte rocciosa ma elementare e si arriva sul cocuzzolo dov’è posta un’alta croce. Proseguendo lungo la facile cresta, in meno di 10 minuti si arriva sulla cima, sormontato da un’asta metallica. Da qui si domina anche l’intera Val Cavargna, visibile solo parzialmente dal dosso con la croce. Per chi non soffre di vertigini, una sottostante crestina erbosa termina sull’orlo dei precipizi del versante W, da dove si ha una visione ancora migliore della valle e dei suoi paesi.

Itinerario 2

Come per l’itinerario 1, dal parcheggio si segue la stradina per circa 200 m, fino al primo tornante sinistrorso. Proprio di fronte alla curva si potranno notare, una specie di cancello e un muretto in sassi alto circa 80 cm, il sentiero inizia qui. Dal cancello si volge a destra e si sale di fianco al muretto, lato W. Si sale per circa 200 m, fin dove il muretto termina contro la montagna. Da qui si sale trasversalmente, da destra verso sinistra, per circa 150 metri complessivi. Si lasciano a destra alcuni spuntoni rocciosi e, ancora traversando a sinistra, si imbocca un pendio ricoperto per diversi centimetri dalle foglie dei faggi. Si sale a piacimento, volgendo nel prosieguo verso destra, fino in cima, con i ramponi se necessario.

Discesa

Abbiamo 2 possibilità:

1°) come per la salita;

2°) dal cocuzzolo con l’asta metallica si retrocede alla sottostante cresta pianeggiante e dopo 20 m si volge a sinistra e si scende il ripido pendio boschivo, in linea retta. Pur non essendoci alcuna traccia, non ci sono particolari difficoltà. La parte superiore è abbastanza ripida ma i rami e i tronchi dei bassi faggi sono degli ottimi appigli per frenare la discesa, poi il pendio si addolcisce e la vegetazione diventa un po’ meno fitta. Si arriva in questo modo sopra una specie di basso dosso che taglia trasversalmente il pendio della montagna. Si segue, verso W, la pista che si trova sopra questo dosso, che dopo circa 200 metri compie un tornante verso destra. Seguendola fedelmente si ritorna alla strada asfaltata, esattamente al tornante, dove inizia il muro in sassi.

Ore di salita            1,15

Ore totali                  2,15

Difficoltà escurs.   E / EE

Cartografia

CARTA NAZIONALE DELLA SVIZZERA N. 1334 – Porlezza 1:25000

Partenza       Cusino, strada per Malè, a circa 1120 m

Alloggi e ristorazione: Cusino - Malè

 

Scarica la traccia GPX

Scroll to top
Copy link