San Nazzaro - Pizzo di Gino - Monte Tabor

Il Pizzo di Gino è una delle gite più rinomate attorno al lago di Como, per l'eleganza delle forme e soprattutto per il meraviglioso panorama circolare dalla cima. Per questo è imperativo andarci in una di quelle giornate limpide tardo autunnali, magari battute dal gelido vento del nord, che rende l'aria pulita fino agli Appennini. Percorrendo la lunga cresta erbosa dal M.Tabor, sferzati dal vento nella più completa solitudine, sospesi tra il Lago di Como e il Lago di Lugano, si godranno sensazioni uniche. La salita al Monte Tabor e la traversata fino a Cima Pianchette è elementare mentre la traversata sotto la cresta NW della Cima Pianchette e l'ascesa per la cresta ESE del Pizzo di Gino richiedono un certo grado di attenzione e assenza di vertigini. La discesa dal Pizzo di Gino è semplice, anche se su percorso non segnato. Se percorso nel periodo favorevole l'itinerario proposto sarà quanto di più piacevole possa offrire l'escursionismo solitario autunnale.

La partenza è da San Nazzaro in Val Cavargna. Al termine del paese, in corrispondenza del civico 691, si prende a destra una stradina che sale a stretti tornati verso la frazione Bubegno. Giunti a monte della chiesetta di S. Antonio si imbocca la strada asfaltata che attraversando una bella pineta porta alla località Tecchio (1300 m), piccola borgata di case con tetti particolarmente spioventi:qui nei pressi si può parcheggiare l’auto. Si prosegue a piedi lungo la strada sterrata pastorale (percorribile con fuoristrada) che sale sull'aperto versante fino al bivio che a destra  porta al Rifugio di Croce di Campo (1739 m)  ben visibile dal basso.

Giunti al rifugio, si prosegue lungo la dorsale soprastante  che dopo un breve strappo diventa semipianeggiante. Si prosegue per circa 200 metri su questa costa, poi la si tralascia e si prende una traccia che si stacca sulla destra. Come punto di riferimento c’è una piccola presa d’acqua in cemento, ben visibile anche da lontano, in quanto la traccia vi passa accanto.

Si continua traversando a lungo, a mezzacosta, il versante SE della Cima Pianchette. La traccia è sempre ben evidente e conduce alla Bocchetta di Sebol (1986 m), alla base della cresta W del Tabòr. Si risale tale cresta erbosa, senza percorso obbligato e in breve si arriva in vetta al Monte Tabòr (2079 m). Si ritorna quindi alla Bocchetta sopra citata e si segue fedelmente tutta la cresta altalenante ESE della Cima Pianchette, senza alcuna difficoltà, fino ad arrivare in vetta alla seconda cima della traversata (2158 m). Inizia ora il percorso che richiede un po' di attenzione. Si prende in discesa il sentiero, segnalato, che rimane una ventina di metri sotto la cresta NW della Cima Pianchette.

Si scende con attenzione un tratto esposto attrezzato con catene ed in breve si arriva alla Bocchetta di Piazza Vacchera (2065 m). Il tratto esposto attrezzato lo si può bypassare, seguendo il facile filo della cresta. Inizia ora la risalita della cresta ESE del Pizzo di Gino. Invero si segue sempre il sentierino segnalato che si mantiene sotto la cresta e solo in alcuni tratti finali sulla stessa. Si prosegue nell’ascesa prestando attenzione ai tratti un po' esposti, fino ad arrivare sotto l’edificio sommitale, dove la traccia termina. Da qui (segnalazioni) si risale un breve ma ripido pendio erboso che conduce sulla cresta ESE. Si aggira a destra un risalto roccioso e per facili roccette si arriva in vetta al Pizzo di Gino (2245 m).

Dal Pizzo di Gino si scende per la via normale di questa vetta, inizialmente lungo la rocciosetta cresta W che poi diventa un larghissimo pendio erboso. Si scende fino ad incrociare il largo sentiero che traversa sotto il versante SW e poi S della montagna e si arriva all’Alpe Piazza Vacchera (1774 m). Seguendo ora la stradina sterrata di servizio a questo alpeggio (che sale da San Nazzaro) si ritorna al Rifugio Croce di Campo e da qui, come per la salita, si ritorna a San Nazzaro.

Note:

Altro possibile punto di partenza e di arrivo della traversata è da San Bartolomeo. Al margine est del paese si prende la Via ai Monti, interamente asfaltata e libera al traffico veicolare. Si oltrepassano le località di Vraghez, Ambesello, Serravada, Darnì, Rus di Vora inferiore, superiore ed infine, al termine della strada, si arriva alla località  Coren ( 1393 m), dove si parcheggia.

Da Coren si sale seguendo la traccia sporadicamente segnalata che si mantiene costantemente sulla dorsale erbosa e che porta in maniera quasi
rettilinea al Rifugio Croce di Campo (1739 m).

 

Difficoltà: EE/F

Dislivello: 1100 m

Tempi di salita: 6.30 ore l'intero giro

Percorso: Cresta SW, vetta, cresta ESE, Alta Via Lario, M.Tabor

Alloggi e ristorazione: Rifugio Croce di campo

Casette di Tecchio ( foto di Giada Butti)
Croce del Pizzo di Gino ( foto di Giada Butti)
Panoramica dal Pizzo Di Gino ( foto di Giada Butti)
Monte Tabor
Cresta Pizzo di Gino e Cima Pianchette ( foto di Giada Butti)

 

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