Aereo precipitato

Nella notte tra il 22 e il 23 agosto 1943 un bombardiere tedesco si schiantò nel versante settentrionale del Pizzo di Gino, presso la località Bocchetta di Cavret. I componenti dell’equipaggio morirono presumibilmente sul colpo a causa del violento impatto dell'aereo con la montagna. Secondo varie testimonianze, alcune delle quali raccolte anche recentemente da Gloria Mancassola chiedendo informazioni ad alcuni degli ultimi testimoni viventi, l'incidente sarebbe accaduto durante la notte del 23 agosto. Le cause che hanno portato alla disgrazia non sono note, ma molto verosimilmente si possono ricondurre alle pessime condizioni meteorologiche che si ebbero in Val Cavargna durante quei giorni. Secondo don Giovanni Arosio, allora parroco di Cavargna, l’aereo sarebbe precipitato sul Pizzo di Gino durante una notte “da tregenda”. La sua testimonianza è effettivamente avvalorata dai dati meteorologici misurati dalle vicine stazioni di Locarno Monti e Lugano e pubblicate da Meteosvizzera relativi al 22 agosto e alla notte del 23 agosto che testimoniano come durante quelle ore nella regione insubrica ci fossero delle pessime condizioni meteorologiche.

Analizzando alcuni resti recuperati nel luogo della caduta si è riusciti a scoprire che l'aereo in questione era un bombardiere Junkers Ju 88 A-4, il più versatile degli aerei tedeschi del secondo conflitto mondiale. La consultazione del Bundesarchiv ha portato alla luce come l'aereo era effettivamente uno JU 88, appartenente alla squadriglia 77 del II° Gruppo della Luftwaffe. Sempre secondo l'archivio tedesco l'aereo era in missione contro il nemico e precipitò presso il Pizzo di Gino a causa di un contatto con un ostacolo.

Il recupero delle salme fu effettuato due giorni dopo da un drappello di militari tedeschi coadiuvati da operai della ferriere Falck di Dongo. A causa del violento schianto i corpi dovettero essere identificati grazie alle piastrine. L’equipaggio coinvolto nell’incidente era composto da 4 militari, come d’uso sui bombardieri Junkers 88, essi erano:

  • Unteroffizier (sottoufficiale) Eitelfritz Ellies, nato il 27/12/1919
  • Unteroffizier (sottoufficiale) Kaiser Wilhelm, nato il 13/11/1921
  • Obergefreiter (1°aviere) Schulze Edwing – nato il 11/09/1920
  • Obergefreiter (1°aviere) Schattulat Hans – nato il 21/06/1921

I resti delle salme furono portate al cimitero di Garzeno e in seguito tumulate nel cimitero militare tedesco di Costermano del Garda.

La popolazione residente in valle si recò nelle settimane successive sul Pizzo di Gino per cercare di recuperare del materiale dell’aereo caduto. Le ristrettezze dovute alla guerra comportavano infatti molti problemi di approvvigionamento per ogni tipo di utensile. Le lamiere verdi dello Junkers 88 furono così sfruttati per produrre piccoli oggetti come pentole, coperchi, manici di coltelli, piccole coperture, grondaie. Sembra inoltre che i pneumatici del carrello furono utilizzati per produrre calzature.

E' interessante ricordare come forse un longherone del carrello sia tutt'ora ancora sul Pizzo di Gino; altre parti della carlinga dell’aereo furono invece portate a valle nella speranza che le officine Falck di Dongo fossero interessate ad acquistarle, ma purtroppo si rivelarono inutilizzabili. Alcuni resti dell’aereo, tra cui un albero motore con cilindro, sono stati invece conservati e attualmente si trovano nel Museo della Valle a Cavargna.

 

Albero motore con cilindro - Museo della Valle

Fonti: 

 

 

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