Fauna

La fauna in Val Cavargna è ben rappresentata, tra le specie più significative si segnala la presenza del Cervo (Cervus elaphus), del Capriolo (Capreolus capreolus), del Camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) e del Cinghiale (Sus scrofa). Altri animali diffusi sono la Volpe (Vulpes vulpes), la Lepre bianca (Lepus timidus), la Lepre comune (Lepus europaeus) e la Marmotta (Marmota marmota). Nei dintorni del Pizzo di Gino si segnala la presenza dell’Ermellino (Mustela erminea), ormai sempre più raro in questi monti.

Un raro avvistamento di ermellino in Val Cavargna nei pressi del Pizzo di Gino, località "Sassi Rossi" (foto di Alberto Mancassola)
Camosci (foto di Alberto Mancassola)
Capriolo con piccolo ( foto di Alberto Mancassola)
Cinghiale ( foto di Alberto Mancassola)
Volpe ( foto di Alberto Mancassola)
Cervo ( foto di Alberto Mancassola)

Tra i volatili è presente la maestosa Aquila reale (Aquila chrysaetos), il Nibbio reale (Milvus milvus), il Nibbio bruno (Milvus migrans), il Falco pellegrino (Falco peregrinus), l’Albanella minore (Circus pygargus), il Biancone (Circaetus gallicus), lo Sparviere (Accipiter nisus), il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il Gheppio (Falco tinnunculus), la Poiana (Accipiter nisus), il Picchio nero (Dryocopus martius), il Picchio muraiolo (Trichodoma muraria), il Picchio rosso (Picoides major), il Picchio verde (Picus viridis), il Fringuello alpino (Montifringilla nivalis), la Coturnice (Alectoris greca), il Gallo forcello (Tetrao tetrix), il Francolino di monte (Bonasa bonasia), la Nocciolaia (Nucifraga caryocatactes), l’Allocco (Strix aluco) e la Civetta (Athene noctua), il Merlo dal collare (Turdus torquatus), la Gazza (Pica pica), il Colombaccio (Columba palumbus), la Tortora dal collare (Streptopelia decaocto).

Aquila reale (Aquila chryaetos) - Foto di Alberto Mancassola
Biancone (Circaetus gallicus) - Foto di Alberto Mancassola
Capinera femmina (Sylvia atricapilla) - Foto di Alberto mancassola
Cardellino maschio (Carduelis carduelis) - Foto di Alberto Mancassola
Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros) giovane - Foto di Alberto mancassola
Corvi imperiali (Corvus corax) - foto di Alberto Manncassola
Culbianco (Oenanthe oenanthe), giovane - Foto di Alberto Mancassola
Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) - Foto di Alberto Mancassola
Fringuello maschio (Fringilla coelebs) - Foto di Alberto Mancassola
Fringuello alpino (Montifringilla nivalis) - Foto di Alberto Mancassola
Gazza (Pica pica) - Foto di Alberto Mancassola
Gheppio (Falco Tinnunculus) - Foto di Alberto Mancassola
Merlo maschio (Turdus merula) - Foto di Alberto Mancassola
Nibbio bruno (Milvus Migrans) - Foto di Alberto Mancassola
Picchio nero femmina (Dryocopus martius) - Foto di Alberto Mancassola
Regolo (Regulus regulus) - Foto di Alberto Mancassola
Sparviere (Accipiter nisus) giovane dell'anno - Foto di Alberto Mancassola 1

Tra i rettili e gli anfibi spicca il Marasso (Vipera berus), la Vipera comune (Vipera aspis), il Biacco (Coluber viridiflavus) e la Biscia d’acqua (Natrix natrix).

Marasso (Vipera Berus) - Foto di Alberto Mancassola
Natrice dal collare - Biscia d'acqua (Natrix natrix) - Foto di Alberto Mancassola
Ramarro (Lacerta bilineata) - Foto di Alberto Mancassola
Vipera - Foto di Alberto Mancassola

Nei torrenti vivono la Trota fario (Salmo trutta), e, sporadicamente, la Trota iridea (Oncorhynchus mykiss) e il Salmerino di fonte (Salvelinus fontinalis).

Foto di Francesco Curti

 

Raro avvistamento:

A fine primavera 2019 in Valle è stato avvistato un esemplare di Avvoltoio monaco (Aegypius monachus), che con una apertura alare di quasi 3 metri è ritenuto l’avvoltoio più grande d’Europa.

Avvoltoio monaco - Foto di Alberto Mancassola

I cari estinti:

Tra le specie animali della Val Cavargna meritano di essere menzionate quelle ormai scomparse, cioè quegli animali, anticamente segnalati, che oggi non ci sono più perché migrate per cause naturali o per la caccia dell’uomo.

Le specie più interessanti sono senza dubbio il Gallo cedrone (Tetrao urugallus), il Lupo (Canis lupus) e l’Orso (Ursus arctos).

Se poco si conosce del Gallo cedrone, lo stesso non si può dire del Lupo e dell’Orso: i dati storici dimostrano che l’Orso sopravvisse nelle Alpi Lepontine sino agli inizi del 1800, infatti gli ultimi due esemplari vennero uccisi nel 1801 e nel 1816, rispettivamente in Val Cavargna e in Val Menaggio (Plesio). L’ultimo orso risulta essere stato ucciso in Val Cavargna nel 1801 da un certo Gozzi, che portò la pelle a Como e per essa gli fu pagata una taglia.

I dati riguardanti il Lupo sono ancora più precisi e riportano le vicende del Signor Matteo Canzani che nel 1817, tra la Val Rezzo e la Val Cavargna, sorprese una lupa in una tagliola e, avendo ottenuto l’autorizzazione, ottenne il porto d’armi e la uccise. Sempre tra il 29 luglio del 1818 e il 29 agosto dello stesso anno Matteo Canzani uccise altri tre lupi e ottenne un premio di 10 fiorini.

Anche il territorio elvetico, nelle immediate vicinanze della Val Cavargna, è stato interessato dalla presenza degli orsi che, nella cattiva stagione si abbassavano in Val Colla: l’11 ottobre 1885, il fabbro Fortunato Campana di Piandera ne uccise uno, pesante 25 chili, alle “stalle dei monti”, appartenenti a quel comune.

E……. a volte ritornato:

Negli ultimi anni si è assistito al ritorno naturale del Lupo (Canis lupus), in Val Cavargna e nelle Valli limitrofe, così come nella vicina Svizzera.

Scroll to top
Copy link
Powered by Social Snap