Apicultura

Circa vent’anni fa, quando decisi di fare l’apicoltore, gli anziani mi spiegarono come si allevavano le api nel periodo che va dalla II guerra mondiale fino agli anni ’60, periodo in cui iniziò l’apicoltura moderna.

In quegli anni erano poche le persone che si dedicavano all’apicoltura anche se avrebbero avuto da mangiare con poco lavoro (probabilmente la scarsa cultura non permetteva di comprendere i vantaggi che ne sarebbero derivati).

Il metodo per l’allevamento delle api a quei tempi era uguale in tutta Europa, cambiava solo la struttura del contenitore predisposto per contenere le api (l’arnia).

Da noi quella che si usava era chiamata “caseta d’avig“ ed era formata da un parallelepipedo con base di circa 25×25 cm e alta 35 cm senza fondo con cinque buchi su un lato per il passaggio delle api.

Questa “caseta”, con altre arnie, veniva appoggiata dal lato aperto (fondo) su un asse che fungeva da sostegno. Era di legno e naturalmente fatta a mano con il legname che si aveva a disposizione.

L’avventura cominciava quando si trovava uno sciame vagante o se ne riceveva qualcuno regalato da qualche amico che già si dedicava a quell’attività. Lo sciame veniva posto nella “caseta” e autonomamente le api costruivano il nido producendo sia la cera, che andava a formare le cellette che costituivano il favo, che il miele.

Le misure della “caseta” erano più piccole dello spazio che in natura le api hanno bisogno per costituire una “famiglia” e una volta che questa si riempiva con la produzione di miele non avendo più spazio le stesse sciamavano creando un nuovo sciame (durante il periodo estivo si poteva arrivare anche a 4 o 5 sciamature con un solo sciame iniziale).

In autunno l’apicoltore che all’inizio del periodo estivo aveva tre arnie si ritrovava anche con 10-15 arnie da cui poter estrarre il miele. Per poter prelevare il miele prendeva una decina d’arnie, soffocava le api con lo zolfo e poi estraeva tutto il nido formato da favi di cera con il miele. Questi venivano schiacciati e il miele era filtrato con delle pezze di stoffa, il prodotto ottenuto era di scarsa qualità, ma ci si accontentava. Oggi è proibito uccidere le api, la tecnica si é molto perfezionata e le famiglie di api possono vivere anche per diversi anni.

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